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Analisi del capitolo 21 de I promessi Sposi

Submitted by on lunedì, 2 gennaio 2012No Comment

Sintesi

Lucia, accompagnata dalla vecchia serva, giunge al castello e qui viene rinchiusa in una stanza. Intanto l’innominato si fa riferire dal Nibbio lo svolgimento dei fatti: il bravo conferma la perfetta riuscita del rapimento, ma confessa un insolito turbamento di fronte alla sofferenza della ragazza.

La reazione del Nibbio accentua l’inquietudine dell’innominato, che infine decide di andare a vedere la giovane. Giunto nella stanza, trova una Lucia disperata, che implora la liberazione ripetendo una frase dal carattere profetico: Dio perdona tante cose per un atto di misericordia. Egli la tratta con una gentilezza così inusuale da stupire anche se stesso, e prima di andarsene si lascia addirittura sfuggire una mezza promessa di salvezza.

Lucia rifiuta vitto e alloggio, e quando la vecchia si addormenta si raccoglie in preghiera, unica consolazione in una notte di terrore e confusione. Alla ricerca di un motivo di speranza e di salvezza, decide infine di fare voto solenne di verginità alla Madonna: questo pensiero la rasserena e le permette di addormentarsi.

Nello stesso momento, comincia per l’innominato, chiuso nella sua stanza, una tremenda notte di sconvolgimento morale: egli pensa addirittura al suicidio, unico rimedio per porre fine ad una vita priva di significato e basata sulla violenza del prossimo. Proprio da questo tormento trapela il pensiero di Dio, sollecitato dalle parole di Lucia. Comincia così la sua conversione.

Alle prime luci dell’alba, l’innominato è attirato da suoni festosi che giungono dal fondo della valle, dove frotte di persone si stanno dirigendo verso il paese vicino. Manda quindi un bravo a informarsi sul motivo di tale movimento.

 Analisi del testo

 Il capitolo è il secondo atto della macrosequenza dell’innominato e racconta il momento di maggior tensione e pericolo del romanzo: Lucia prigioniera nel castello, destinata a essere consegnata a don Rodrigo. Ma l’esecuzione del progetto criminale viene sospesa, per miracoloso intervento della Provvidenza divina: l’innominato viene trattenuto da un’improvvisa crisi di coscienza, che esploderà in tutta la sua violenza nel corso della notte. La sequenza si articola in tre episodi principali: l’incontro fra Lucia e l’innominato, la notte di Lucia e la notte dell’innominato.

Al centro della scena agiscono da protagonisti Lucia e l’innominato, prima in diretto contatto, poi in parallele situazioni notturne. Ad essi si riferiscono i due fatti che intervengono a modificare lo sviluppo prevedibile e negativo della trama: il voto di castità di Lucia e soprattutto la crisi spirituale dell’innominato, che sospende l’azione criminosa.

La drammaticità della situazione viene esaltata dal concentrarsi degli avvenimenti in un ambito circoscritto di tempo e spazio: la notte al castello, la stanza di Lucia e quella dell’innominato.

Il tema fondamentale di queste pagine è quello che riguarda la fede, fonte d’ispirazione per eccellenza dell’intero romanzo. Nel momento di più cupa disperazione e di più grave pericolo per l’esito della storia, la Provvidenza divina si manifesta con tutto il suo potere, tant’è che Lucia attinge dalla propria fede e dalla preghiera la forza per superare il tremendo momento che sta vivendo, mentre l’innominato intuisce una promessa di salvezza nelle parole di Lucia, che lo condurranno a un’alba di redenzione.

Il capitolo si articola su tre situazioni di intensa espressività: l’incontro tra Lucia e l’innominato e le loro rispettive notti di tormento. La prima sequenza è costruita con un dialogo che esprime i livelli più alti la drammaticità emotiva fra i personaggi. le due sequenze notturne sono invece costruite con:

  • Racconto del narratore onnisciente;
  • Introspezione psicologica dei due protagonisti;
  • Monologhi interiori che esprimono l’angoscia.
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